Dalla Russia: Katiuscia – (Fischia il vento e urla la bufera)

Conosciuto anche come Casatschok (il ballo della steppa)

Questa è una canzone della tradizione russa ma non ha origine popolare. Un autore c’è, anzi due: la parte musicale fu scritta da  Matvej Blanter (1903-1990) che compose questa melodia nel 1938, quando già si delineavano all’orizzonte le condizioni che avrebbero portato l’anno seguente allo scoppio della seconda guerra mondiale. Il testo originale di Katiuscia è stato scritto dal poeta russo Michail Vasiľevič Isakovskij (1900-1973).  Entrambi gli autori, nella loro lunga carriera, misero la loro arte a servizio della costruzione del grande mito dell’Unione Sovietica.

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Il tema di Katiuscia

Katiuscia: ovvero come una canzone d’amore che tratta di un argomento universale come l’odio contro la guerra diventa poi il simbolo e il nome dei mitici lanciarazzi della seconda guerra mondiale installati sugli autocarri sovietici. Perché? Perché il tema della ragazza che pensa all’innamorato sotto le armi, impegnato in una frontiera lontana era conosciuto da tutti i soldati dell’Armata Rossa.

Camminava e cantava una canzone
Di un’aquila grigia della steppa,
Di colui che lei amava,
Di colui le cui lettere conservava con cura.

Con lo scoppio della seconda guerra mondiale la canzone, che tratta di un sentimento universale che accomunava tanti soldati sotto bandiere diverse,  si diffuse ovunque. La melodia si diffondeva, il testo veniva adattato nelle diverse lingue. Si contano almeno 41 versioni testuali differenti, tutte sulla musica originale composta da Blanter.  In italiano occorre ricordare Fischia il vento, composta nel 1943 dal partigiano Felice Cascione e Casatschok – Il ballo della steppa. Sul sito www.antiwarsongs.org  è raccolta una interessante ricostruzione di tutte le vicende legate a questa canzone.

Katiuscia: traduzione in italiano

Meli e peri erano in fiore,
La nebbia scivolava lungo il fiume;
Sulla sponda camminava Katjusha,
Sull’alta, ripida sponda.

Camminava e cantava una canzone
Di un’aquila grigia della steppa,
Di colui che lei amava,
Di colui le cui lettere conservava con cura.

O canzone, canzone di una ragazza,
Vola seguendo il sole luminoso
E al soldato sulla frontiera lontana
Porta i saluti di Katjusha.

Fagli ricordare una semplice giovane ragazza,
Fagli sentirla cantare
Possa lui proteggere la terra natia,
Come Katjusha protegge il loro amore.

Meli e peri erano in fiore,
La nebbia scivolava lungo il fiume;
Sulla sponda camminava Katjusha,
Sull’alta, ripida sponda.

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